Donne e Carriera: quanto osiamo davvero pensare in grande?

Quando ero piccola, ricordo i momenti trascorsi a tavola con la mia famiglia, durante pranzi o cene, con la televisione accesa sul telegiornale. Scorrevano notizie più o meno interessanti per me, che allora ero bambina, e mio padre le commentava tutte, cercando di stimolare una risposta anche da parte mia e di mia madre.
Lo ammiravo profondamente: lo consideravo una fonte inesauribile di conoscenza e saggezza. Per me era un esempio autentico.

E quando pronunciò quella frase che avrebbe poi orientato la mia intera esistenza, non ebbi alcun dubbio: la seguii alla lettera, proprio perché veniva da lui, il mio mentore.

Vuoi sapere qual era?

“Non porti mai nessun limite.”

E così feci. Sperimentai l’assenza di limiti in ogni ambito: nello sport, nelle relazioni, nella professione.
Devo ammettere di avere pochi, pochissimi rimpianti nella mia vita. Ma, come in ogni vita che si rispetti, c’è sempre un “ma”.

Se da un lato non mi sono mai imposta limiti, dall’altro la mia asticella di autovalutazione è stata sempre molto alta. Solo molti anni dopo ho compreso il perché: aspiravo a qualcosa di grande (o almeno così credevo), ma continuavo a confrontarmi con un ideale di “Padre saggio e sapiente” che sentivo di non riuscire a eguagliare.

Questa dinamica mi ha portata a vivere anni di frustrazione, alimentati da un’idea di perfezione irraggiungibile. La persona che ero – fisicamente e interiormente – le relazioni che costruivo, lo studio e il lavoro diventavano un vero e proprio ring, in cui la lotta iniziava ogni mattina.
E quell’asticella così alta ha finito per salire ancora fino a mettermi nella posizione di “tirare il sasso e nascondere la mano”.

Non ti è chiaro cosa intendo?

Vieni che te lo spiego.

Dentro di me si è creato un corto circuito per il quale, pensavo di puntare in alto senza pormi dei limiti ma nella concretezza dei fatti mi tiravo indietro.
In termini di energia, competenze, modalità. Costruivo veri e propri trabocchetti – degni di Houdini – che finivano per sabotare ciò che stavo facendo. Sì, hai capito bene, mi stavo auto-sabotando.

Ti ritrovi in qualche passaggio? Perché se è così, continua a leggere.

Viviamo immerse in una società che, ancora oggi, non facilita il nostro “salire di quota”, sia sul piano personale sia, soprattutto nel nostro Paese, su quello professionale. Spesso è ancora necessario sgomitare per costruire una carriera significativa senza sacrificare la propria identità di Donne.

E, come vedi, anche nascere in una famiglia che ti incoraggia a seguire i tuoi sogni non garantisce un percorso lineare: a volte, ciò che ci ha sostenute può tornare sotto forma di pressione.

Questo non significa che sia una causa persa. Non si tratta di scegliere tra un’asticella troppo alta o ali tarpate: si tratta di trovare un equilibrio, partendo da noi stesse.

Cosa dicono i dati rispetto alla carriera delle Donne in Italia

Alcuni dati aiutano a contestualizzare il tema (fonte Ustat):

Soffitto di cristallo: la presenza femminile diminuisce man mano che si sale nella scala gerarchica. Nel 2024, solo il 21,8% dei ruoli dirigenziali è ricoperto da donne.
Quadri aziendali: le donne rappresentano il 32,4%.
Carriera accademica: nonostante le donne superino gli uomini per numero di lauree (59,9% nel 2023), la loro presenza cala progressivamente nei livelli più alti.

C’è ancora molto da fare affinché le donne conquistino la visibilità che meritano. Ma la domanda che più mi sta a cuore è un’altra: che cosa significa per te “carriera”?
Per alcune può voler dire denaro, prestigio, riconoscimento. Per altre – e sempre più spesso – significa lavorare in un ambiente appagante, sentirsi a proprio agio con capi e colleghi, essere incentivate alla collaborazione, coinvolte in percorsi di crescita e formazione, e poter mantenere un equilibrio sano tra vita personale e professionale.

Quelli che ti ho appena elencato sono i valori in cui IO credo profondamente e se ripenso alle parole di mio padre “Non porti mai dei limiti”, la mia idea di carriera, quella in cui mi riconosco appieno, corrisponde a tutto questo. Trovare un lavoro che mi permetta di esprimere pienamente le mie capacità, di mettere in gioco le mie attitudini e, allo stesso tempo, di vivere il tempo al di fuori del lavoro in modo autentico, dedicandomi alla famiglia e alle passioni.

La fatidica domanda: a livello professionale, noi Donne siamo davvero pronte a puntare in alto?

E da qui ritorniamo al titolo di questo articolo: noi Donne, quanto osiamo pensare in grande se parliamo di carriera?

In Italia, permettimi di dirlo, la risposta varia a seconda della zona geografica in cui ti ritrovi a nascere e vivere.
Ma a prescindere, che tu sia nata in un paesotto della provincia di Gorizia o che tu stia leggendo da un attico di Milano, probabilmente ciò che ci accomuna si riassume qui sotto:

– le tue mille sfaccettature interiori e la tua voglia perenne di salvare il mondo: conosci davvero quante TE vivono dentro il tuo cuore, la tua mente o la tua pancia?
– Il/la critico/a interiore sempre in agguato
– una mentore interiore che forse non hai ancora incontrato
– la paura, al lavoro, di mostrarti per chi sei veramente o di mettere sul piatto le tue grandi idee (Cosa diranno se mi arrabbio o se oggi vorrei piangere tutto il giorno? E se ciò che dico è una minchiata?)
– l’ancoraggio a lodi e critiche: perché sia le prime che le seconde possono infilzare come attrezzi da chirurgo
– la modalità “Brava Studentessa”: hai fatto tutti i compiti per domani?
– la comunicazione che ci rende piccolissime: avresti un attimino per il mio progetto?
– quella Chiamata che ci fa tanta paura di ascoltare
– credere che se è facile e piacevole, non possa essere un lavoro

Cosa ne pensi?

Qualcosa ti risuona? Ti torna?

Un esercizio per iniziare da te stessa

Se vuoi iniziare da qualcosa di concreto FERMATI e RESPIRA.
Molla tutto quello che stai facendo e segui questi pochi punti:
– cerca un luogo tranquillo che resti tale per 3 minuti
– quando ci sei, togli le scarpe e percepisci il contatto con il pavimento (se esci all’aperto è ancora meglio!)
– chiudi gli occhi e concentrati sul tuo respiro
– respira profondamente per 3 volte e poi chiediti

COSA VOGLIO PER ME OGGI? COS’E’ CHE FA VIBRARE DAVVERO IL MIO CUORE?

Non serve trovare subito la risposta.
Lascia sedimentare questa domanda e se qualcosa non ti torna, scrivimi o chiamami.

Sarei felice di parlarne con te.

Buon lavoro splendida Donna!

Link utili

Link alla brochure Donne in Quota